Resta da giocare la partita più
importante: la finale. Eppure si possono già scrivere tante cose sul mondiale
brasiliano. E’ stato un torneo con molti gol, ad esempio. Le 2,68 reti a gara
sono la prova più evidente e che nasce dalla media molto alta della fase a
gironi (2,81) e di quella della fase ad eliminazione diretta (2,21), che
tuttavia è influenzata da quanto accaduto nel corso della semifinale tra
Germania e Brasile, finita per 7 a 1. Le otto reti realizzate a Belo Horizonte
hanno infatti alzato una media fino ad allora ferma a ‘solo’ 1,92 gol per
partita. Il mondiale brasiliano ha quindi ancora concrete possibilità di
diventare quello più prolifico di sempre, strappando così il primato a Francia
’98 (2,67 reti a gara). In Sudafrica la media fu di 2,27, in Germania di 2,30,
in Giappone e Corea del Sud del 2,52. Delle molte reti messe a segno, la
maggior parte è stata realizzata con il piede destro: 68 contro 60. Nello
specifico: i calciatori più prolifici tra i mancini sono Lionel Messi e James
Rodriguez, mentre Thomas Mueller è quello che ne ha realizzati di più con il
destro. Il tedesco, come gli altri due, hanno messo a segno quattro reti.
Tra tutte le statistiche del
mondiale sudamericano, ce n’è una che può rappresentare una piccola
soddisfazione per gli azzurri dell’ormai ex commissario tecnico Cesare
Prandelli, usciti mestamente alla fase a gironi: l’Italia è – tra tutte le
nazionali – quella con la percentuale più
alta di passaggi andati a buon fine: l’85% (1580 passaggi riusciti sui 1859 totali). La Germania è invece quella che ne ha fatti di più 3.421 su 4.169 con una media anch’essa molto alta (l’83%). L’argentino Zabaleta è invece il calciatore a cui è stato affidato il maggior numero di rimesse laterali (64 nelle 6 partite fin qui disputate) non tutte però andate a buon fine: nel rimettere in gioco il pallone, il calciatore ne ha perso il possesso in ben 21 occasioni.
alta di passaggi andati a buon fine: l’85% (1580 passaggi riusciti sui 1859 totali). La Germania è invece quella che ne ha fatti di più 3.421 su 4.169 con una media anch’essa molto alta (l’83%). L’argentino Zabaleta è invece il calciatore a cui è stato affidato il maggior numero di rimesse laterali (64 nelle 6 partite fin qui disputate) non tutte però andate a buon fine: nel rimettere in gioco il pallone, il calciatore ne ha perso il possesso in ben 21 occasioni.
Il giocatore più falloso del
torneo è Maurouane Fellaini del Belgio (19 falli) che tuttavia non hanno mai
spinto i direttori di gara a sanzionare il belga con un cartellino. Al secondo
posto (17 falli), Reza Ghoochannejad della rappresentativa iraniana. Anche
tenendo conto dei falli fischiati dai direttori di gara, pochi sono stati
quelli sanzionati con un’ammonizione o – peggio – con un’espulsione. Emerge
così che durante le prime 62 gare del torneo, gli arbitri abbiano estratto dal
proprio taschino soltanto 2,8 cartellini gialli a gara. Niente a che vedere con
quanto accaduto in Sudafrica (3,83 ammonizioni) e in Germania (4,8). Media
molto bassa anche per le espulsioni: 0,18 a partita contro lo 0,27 dello scorso
mondiale e lo 0,44 di quello tedesco.
Con 52 conclusioni (35 nello
specchio e 17 fuori) in 120 minuti – in pratica: uno ogni due minuti e 18
secondi – la gara tra Belgio e Stati Uniti è stata quella dove sono stati fatti
più tiri. La nazionale ad aver centrato più volte lo specchio è stata quella
brasiliana (67 tiri in porta) seguita da Germania (64), Argentina (61), Olanda
e Belgio, rispettivamente a 59 e 58. Quella meno precisa? La rappresentativa
del Ghana con 35 tiri fuori dallo specchio. Pochissimi sono stati invece le
conclusioni in Costa Rica-Inghilterra, appena 12 (6 nello specchio e 6 fuori)
ovvero un tiro ogni 7 minuti e 30 secondi, e nella semifinale tra Argentina e
Olanda: 15 conclusioni (8 in porta e 7 fuori) in pratica una ogni 8 minuti.
Entrambe le partite, manco a dirlo, sono terminate a reti inviolate.

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