Theo Zwanziger ha parlato a
titolo personale. Niente di più. “Alla fine - ha detto lunedì il membro del
comitato esecutivo della FIFA, parlando nel corso di un un’intervista concessa a Sport Bild
- credo che il mondiale del 2022 non si giocherà un Qatar”. Il motivo: “I
medici dicono che non accettano alcuna responsabilità per una coppa del mondo
che si giochi in quelle condizioni”, ha spiegato candidamente l’ex presidente
della DFB (la Federcalcio tedesca, in pratica). Condizioni climatiche
proibitive e alle quali il Qatar vuole porre rimedio, promettendo la
costruzione di impianti all’avanguardia dove giocare a calcio non sarà un
problema. Rassicurazioni che evidentemente non devono aver convinto del tutto
Zwanziger: “Possono costruire stadi freschi, ma il torneo non si gioca solo lì.
I tifosi di tutto il mondo – ha precisato - si imbatteranno nel clima torrido
del Qatar e il primo caso di pericolo di vita scatenerà un'inchiesta di un
pubblico ministero e la FIFA non vuole arrivare a questo”. Osservazioni e
preoccupazioni legittime, ma che a Zurigo non sembrano condividere.
"Quella di Zwanziger è solo un'opinione personale", hanno precisato
dalla Svizzera. Il mondiale del 2022 si giocherà quindi in Qatar, i dubbi
semmai sono altri e riguardano il periodo dell'anno: l'ipotesi di posticipare
la competizione a novembre - con ovvie conseguenze sui campionati nazionali -
non è stata ancora del tutto esclusa. E' evidente che la FIFA non vuole tornare sui
suoi passi nonostante i dubbi di chi la pensa come Zwanziger, nonostante
l'inchiesta del Sunday Times, secondo cui l’assegnazione del mondiale al
piccolo Paese arabo sarebbe stata influenzata/determinata da episodi di corruzione, e
nonostante un dossier di Amnesty International (The Dark Side of Migration:Spotlight on Qatar’s Construction sector Ahead of the World Cup) che denuncia
le condizioni disumane a cui sono costretti i centinaia di operai – perlopiù
dell’Asia mediorientale e sudorientale - al lavoro per la costruzione dei
dodici stadi e delle infrastrutture necessarie allo svolgimento della
manifestazione. Ma accuse del genere - specie di corruzione - sono state
rivolte già in passato alla FIFA, tant'è "che - come scritto
provocatoriamente dal New York Times - quando emergono nuove rivelazioni,
quest'ultime provocano solo il roteare di occhi piuttosto che
indignazione". Una situazione a cui si può porre rimedio, salvando così il
calcio. Come? Abolendo la FIFA, replica il New York Times. Niente di più.
Nessun commento:
Posta un commento