La National Football League si
aspettava altro da Ray Rice, Adrian Peterson, Jonathan Dwyer e Greg Hardy, i
quattro giocatori coinvolti in casi di violenza domestica nelle ultime
settimane. “Episodi – ha osservato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama,
riferendosi al caso specifico di Ray Rice – inaccettabili all’interno della
società civile” e che pongono i numerosi sponsor della NFL davanti ad una
domanda: conviene ancora associare il proprio brand a quello della lega guidata
dal Commissionier Roger Goodell? Per oltre la metà degli americani la risposta
è semplice. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, il 30% è infatti convinto che
le grandi marche dovrebbero recidere i loro contratti “in modo permanente”. Il
24% degli intervistati sostiene invece che le sponsorizzazioni dovrebbero
essere “sospese solo per questa stagione”. Scenari assolutamente da scongiurare
per l’NFL che solo la scorsa stagione ha generato ricavi per circa 10 miliardi
di dollari, secondo una stima del Navigate Research di Chigaco citata da
USAToday. Nello specifico: la cessione dei diritti tv alle diverse piattaforme
televisive (CBS, Fox, NBC e ESPN) ha generato ricavi per circa 5 miliardi di
dollari, due miliardi sono arrivati dalla vendita dei biglietti mentre un
miliardo è stato garantito dal merchandising. Gli sponsor, come la Pepsi Cola che annualmente investe tra i 90 e i 100 milioni, provvedono al resto (uno o due miliardi di dollari).
Cifre la cui reale entità è difficile da stabilire: la NFL si riserva il diritto di non comunicare alcun dato in merito. Il totale della spesa per l’acquisto di spazi pubblicitari dovrebbe aver comunque raggiunto i quattro miliardi di dollari nel 2013 (+10% rispetto all’anno precedente), secondo una stima di WPP Kantar Media citata dal New York Times e secondo cui l’inserzionista che ha speso di più è stata l’Anheuser-Busch (183,5 milioni di dollari).
Soldi ben spesi a giudicare dal nutrito seguito della NFL: pur condannando i gesti (isolati) di alcuni protagonisti del football americano, l’80% del campione del sondaggio Reuters/Ipsos ha infatti ammesso che continuerà a seguire le partite delle 32 franchigie della NFL. Percentuali che trovano riscontro nelle rilevazioni Nielsen, secondo cui la prima giornata della nuova stagione è stata seguita da 18 milioni di persone (lo scorso anno furono 17.4 milioni). Il numero degli spettatori non si è quindi ridotto, ma il fascino della National Football League sta comunque risentendo dei gesti sconsiderati – e assolutamente da condannare – di alcuni suoi giocatori. Secondo una rilevazione YouGovBrandIndex del 22 settembre, la percezione del marchio NFL da parte dei consumatori ha toccato il livello più basso dal 2012. Un risultato negativo, ma che può comunque rappresentare un punto di partenza. L’ennesimo per una lega che dal 2000 ad oggi ha assistito all’arresto di 713 suoi giocatori, secondo un database curato da USAToday

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