Joseph Blatter si candiderà
alla presidenza della FIFA. “La mia missione non è finita”, ha spiegato lunedì
nel corso di una video-intervista in occasione della convention internazionale
Soccerex a Manchester. L’ufficialità arriverà invece nel corso del Comitato
esecutivo in programma il 25 e il 26 settembre. “Dirò alla famiglia del calcio
che sarà pronto. Sarò candidato”, ha ribadito Blatter. Una decisione che non ha
colto di sorpresa il presidente della UEFA, Michel Platini, che nei giorni
scorsi aveva annunciato di non volersi candidare alla presidenza della
federazione. “La UEFA sta lavorando ad alcuni progetti molto importanti e io
desidero vederli portati a compimento prima di prendere in considerazione
l’ipotesi di nuove sfide. Questo non è il momento, non è il mio momento. Non
ancora”, aveva spiegato l’ex calciatore della Juventus. Indipendentemente dal
risultato delle votazioni, Blatter lascia una Federazione economicamente sana.
“Mai i nostri introiti sono stati così alti”, aveva commentato il segretario
generale della FIFA Jérôme Valcke nel marzo scorso, presentando il rapporto finanziario per il 2013. Introiti pari a circa 1,4 miliardi di dollari,
riconducibili in larga misura alla vendita dei diritti televisivi (601 milioni)
e al marketing (404 milioni). “Le spese – osservava Il Sole 24 Ore – sono state
di 1,3 miliardi di dollari, di cui 757 milioni per eventi calcistici (la FIFA ha organizzato sette tornei nel 2013) e 183 milioni per progetti di sviluppo”.
Spese compensate appunto dagli introiti che hanno permesso alla FIFA di
registrare un utile di 72 milioni di dollari. Le riserve invece ammontano a 1,4
miliardi di dollari. Abbastanza per guardare al futuro con ottimismo.
“Nonostante il periodo di crisi, il calcio – aveva osservato Valcke – suscita
un interesse sempre maggiore”. Il budget per il triennio 2015-2018 sarà di 5
miliardi di dollari, di questi 2,3 miliardi saranno garantiti dal marketing e
2,7 dalla vendita dei diritti televisivi. Soldi che, promette la FIFA, verranno
reinvestiti totalmente “in sei settori chiave”. Novecento milioni verranno
stanziati per “progetti di sviluppo”, 2.1 miliardi per Russia 2018 e 486
milioni per “gli altri eventi FIFA”, ad esempio. Piccolo appunto: nel triennio
1995-1998 il budget a disposizione della federazione era di gran lunga
inferiore (257 milioni di dollari, secondo quanto riferito da Valcke). Nel
frattempo, la FIFA è alle prese con le polemiche relative alle condizioni
lavorative – disumane, secondo Amnesty International – dei circa 1,8 milioni di
operai impiegati nella costruzione delle strutture necessarie al mondiale
organizzato dal Qatar. E con l’ipotesi, al momento ancora remotissima, di
boicottaggio da parte delle federazioni occidentali dei mondiali russi. Quelli
in programma per il 2018.
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