Il 21 settembre sarà un giorno
significativo per il Real Madrid. Il presidente Florentino Perez presenterà
all’assemblea dei soci un fatturato record pari a 603,9 milioni di euro (+10,9%
rispetto alla scorsa stagione) con il 32% dei ricavi complessivi riconducibile
al marketing, secondo quanto riferito da Marca. Il bilancio del Real conferma
un trend comune a molti club europei, i cui ricavi “da sponsor e attività
commerciali” ricoprono un ruolo fondamentale. Al primo posto, secondo
l’indagine della Football Money League della Deloitte, c’è il Paris
Saint-Germain con 254,7 milioni di euro (ovvero il 63,9% dei ricavi
complessivi), “frutto – sostiene il Corriere dello Sport – di una serie di
operazioni intra-gruppo della proprietà qatariota del club (certamente non in
linea con i dettami del fair play finanziario)”. Secondo il Bayern Monaco con
237,1 milioni di euro (55%), che precede così il Real Madrid e il Manchester
United. Rispettivamente a 211,6 milioni (40,9%) e 177,9 milioni di euro (42%).
“I ricavi da sponsor e attività commerciali” giocano tuttavia un ruolo
fondamentale anche per i club con ricavi complessivi minori rispetto ad alcune
società italiane. Ad esempio, l’Atletico Madrid ha un giro d’affari minore
rispetto alla Roma: 124,4 contro 120 milioni di euro. Eppure in proporzione il
club spagnolo ricava “da sponsor e attività commerciali” leggermente di più
rispetto ai giallorossi: il 30,9% contro il 33,3%. Emergono così realtà in
netto contrasto con quella italiana, dove – tanto per fare un esempio – sette
squadre della Serie A non hanno uno sponsor sulle proprie maglie da gioco
(Cesena, Fiorentina, Genoa, Lazio, Palermo, Roma e Sampdoria) e dove alcuni
fornitori tecnici vendono meno rispetto all’estero. “Per quanto riguarda il
2014-15 faremo il 30% del fatturato in Italia ed il 70% all’estero”, ha ammesso
solo qualche giorno fa all’agenzia di stampa Adnkronos l’amministratore
delegato di Macron, Gianluca Pavanello. Una performance inevitabile, del resto.
I club italiani fanno i conti con un pubblico sempre meno propenso ad
accomodarsi sugli spalti di uno stadio (una stima del Corriere della Sera
pronosticava circa 50 mila abbonamenti in meno rispetto allo scorso anno) e
sempre meno disposto ad acquistare un gadget della propria squadra del cuore:
il 77% ha ammesso di non spendere niente per comprare un prodotto ufficiale,
secondo quanto rilevato dall’Eurispes nel suo Rapporto Italia 2013. All’estero
le cose vanno diversamente. E così molti club sono stati in grado di investire
oltre 100 milioni di euro nell’ultima sessione di mercato. Ad esempio, il
Manchester United ne ha spesi più di chiunque altro: 193 milioni. Una spesa
forse inevitabile: quest’anno, i Red Devils devono – necessariamente –
conquistare la qualificazione alla prossima Champions League. In caso contrario
le ricche sponsorizzazioni di Adidas (94 milioni l’anno a partire dalla
prossima stagione) e Chevrolet (57 milioni annui) verranno decurtate.
Moltissimi soldi sono stati investiti anche dal Barcellona (157 milioni, oltre
100 dei quali sborsati per acquistare il duo Luis Suarez-Jeremy Mathieu) e dal
Liverpool (151 milioni di euro). Ma hanno superato ‘quota 100′ anche Real
Madrid (123), Atletico Madrid (110), Chelsea (107) e Arsenal (102).
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