La Germania non ha pari. Perché al di là delle numerose
vittorie ai Mondiali (1954, 1974, 1990), la Nazionale tedesca è arrivata tra le
prime quattro del torneo in ben dodici occasioni su 17 apparizioni totali,
conquistando anche un altro record, quello delle finali disputate: sette. E
così una volta sbarcati in Brasile, i tedeschi cercheranno di onorare quanto di
buono fatto da chi li ha preceduti. Lo faranno non potendo contare su uno dei
giocatori di maggior talento: Mario Gomez. Nell’elenco dei 30 calciatori
pre-convocati dal commissario tecnico Joachim Löw non figura infatti il suo
nome. L’attaccante della Fiorentina ha pagato l’infortunio al ginocchio destro,
rimediato alla terza giornata di campionato, che lo ha costretto a restare a
lungo lontano dai campi da gioco. "La condizione e la forma fisica sono
criteri fondamentali", ha spiegato Löw, che evidentemente non deve aver
fatto le stesse considerazioni nel valutare – se convocare o meno – Miroslav
Klose.
Herr K.
Nonostante una difficile stagione segnata da diversi
infortuni (con la Lazio il bomber tedesco ha giocato appena cinque gare in tre
mesi), Klose è stato chiamato in causa tra l’entusiasmo dei suoi compagni di
squadra ("E' un sogno giocare al suo fianco, lo ammiro da sempre", ha
ammesso il blu cerchiato Shkodran Mustafi) e del suo c.t. ("La verità è
che Miro è unico. Abbiamo dei sostituti, ma non possono fare il suo
lavoro"). Insomma, le aspettative sono alte e Klose non vuole deluderle.
"Sono certo che sarò al 100% appena cominceranno i Mondiali", ha
confessato il diretto interessato a pochi giorni dall’inizio della
competizione. "Sono sulla strada giusta, il preparatore atletico mi
conosce bene e sa esattamente quello che mi serve". Già, cosa serve a
Miroslav Klose? Essere al top della forma e realizzare almeno due gol,
aggiungiamo noi. Il 35enne ha messo a segno 14 reti nei Mondiali disputati fino
a ora (2002, 2006 e 2010) e così gliene serve una soltanto per raggiungere il
record di Ronaldo e un’altra, naturalmente, per superarlo. Ma da par suo Klose
dimostra – o simula – di non riflettere troppo sul primato: "Il record non
mi interessa, penso alla squadra". Una squadra che ha i mezzi e "la
possibilità di fare bene e andare lontano in Brasile, ma – ammonisce il bomber,
con un pizzico di umiltà, – sarebbe sbagliato e presuntuoso dichiarare che il
titolo sarà conteso solo da noi".
Dallo spread ai mondiali
Ha ragione, Klose: i candidati alla vittoria finale sono
diversi e tra questi c’è sicuramente la “sua” Germania, chiamata ad affrontare uno
dei gironi più equilibrati, che oltre ai tedeschi comprende il Ghana, il
Portogallo e gli Stati Uniti. Un trio tutto sommato alla portata dei ragazzi di
Löw, che potranno anche sfruttare le enormi distanze che alcuni avversari (come
gli Stati Uniti, per esempio) dovranno coprire. In assoluto, gli statunitensi
saranno infatti la Nazionale chiamata a percorrere più chilometri per spostarsi
tra i diversi stadi del Mondiale: 5.603. La Goldman Sachs avrà forse tenuto
conto anche di questo aspetto al momento di inserire la Germania tra le tre
principali candidate alla vittoria del torneo. Nel World Cup and Economics
2014, gli analisti della banca d’investimento statunitense si dicono abbastanza
convinti che a conquistare il Mondiale sarà una squadra tra il Brasile (con il
48,5% delle probabilità), l’Argentina (14,1%) e – per l’appunto – la Germania
(11,4%). Piccolo inciso. L’avventura degli Azzurri di Prandelli non durerà a
lungo: secondo le previsioni della Goldman Sachs, dopo aver superato la fase a
girone, l’Italia verrà sconfitta ai quarti di finale con la Spagna. Peccato.
Indipendentemente dai pronostici una cosa appare invece sicura: una volta
iniziato il Mondiale, i tedeschi daranno il meglio di sé per ricordare agli
avversari che loro sono, come recita la scritta dal lettering snello e
squadrato impressa sotto il colletto della maglia da gioco, Die
Nationalmannschaft. La Nazionale.
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