07 giugno 2014

La Germania è sempre lì

La Germania non ha pari. Perché al di là delle numerose vittorie ai Mondiali (1954, 1974, 1990), la Nazionale tedesca è arrivata tra le prime quattro del torneo in ben dodici occasioni su 17 apparizioni totali, conquistando anche un altro record, quello delle finali disputate: sette. E così una volta sbarcati in Brasile, i tedeschi cercheranno di onorare quanto di buono fatto da chi li ha preceduti. Lo faranno non potendo contare su uno dei giocatori di maggior talento: Mario Gomez. Nell’elenco dei 30 calciatori pre-convocati dal commissario tecnico Joachim Löw non figura infatti il suo nome. L’attaccante della Fiorentina ha pagato l’infortunio al ginocchio destro, rimediato alla terza giornata di campionato, che lo ha costretto a restare a lungo lontano dai campi da gioco. "La condizione e la forma fisica sono criteri fondamentali", ha spiegato Löw, che evidentemente non deve aver fatto le stesse considerazioni nel valutare – se convocare o meno – Miroslav Klose.

Herr K.
Nonostante una difficile stagione segnata da diversi infortuni (con la Lazio il bomber tedesco ha giocato appena cinque gare in tre mesi), Klose è stato chiamato in causa tra l’entusiasmo dei suoi compagni di squadra ("E' un sogno giocare al suo fianco, lo ammiro da sempre", ha ammesso il blu cerchiato Shkodran Mustafi) e del suo c.t. ("La verità è che Miro è unico. Abbiamo dei sostituti, ma non possono fare il suo lavoro"). Insomma, le aspettative sono alte e Klose non vuole deluderle. "Sono certo che sarò al 100% appena cominceranno i Mondiali", ha confessato il diretto interessato a pochi giorni dall’inizio della competizione. "Sono sulla strada giusta, il preparatore atletico mi conosce bene e sa esattamente quello che mi serve". Già, cosa serve a Miroslav Klose? Essere al top della forma e realizzare almeno due gol, aggiungiamo noi. Il 35enne ha messo a segno 14 reti nei Mondiali disputati fino a ora (2002, 2006 e 2010) e così gliene serve una soltanto per raggiungere il record di Ronaldo e un’altra, naturalmente, per superarlo. Ma da par suo Klose dimostra – o simula – di non riflettere troppo sul primato: "Il record non mi interessa, penso alla squadra". Una squadra che ha i mezzi e "la possibilità di fare bene e andare lontano in Brasile, ma – ammonisce il bomber, con un pizzico di umiltà, – sarebbe sbagliato e presuntuoso dichiarare che il titolo sarà conteso solo da noi".

Dallo spread ai mondiali
Ha ragione, Klose: i candidati alla vittoria finale sono diversi e tra questi c’è sicuramente la “sua” Germania, chiamata ad affrontare uno dei gironi più equilibrati, che oltre ai tedeschi comprende il Ghana, il Portogallo e gli Stati Uniti. Un trio tutto sommato alla portata dei ragazzi di Löw, che potranno anche sfruttare le enormi distanze che alcuni avversari (come gli Stati Uniti, per esempio) dovranno coprire. In assoluto, gli statunitensi saranno infatti la Nazionale chiamata a percorrere più chilometri per spostarsi tra i diversi stadi del Mondiale: 5.603. La Goldman Sachs avrà forse tenuto conto anche di questo aspetto al momento di inserire la Germania tra le tre principali candidate alla vittoria del torneo. Nel World Cup and Economics 2014, gli analisti della banca d’investimento statunitense si dicono abbastanza convinti che a conquistare il Mondiale sarà una squadra tra il Brasile (con il 48,5% delle probabilità), l’Argentina (14,1%) e – per l’appunto – la Germania (11,4%). Piccolo inciso. L’avventura degli Azzurri di Prandelli non durerà a lungo: secondo le previsioni della Goldman Sachs, dopo aver superato la fase a girone, l’Italia verrà sconfitta ai quarti di finale con la Spagna. Peccato. Indipendentemente dai pronostici una cosa appare invece sicura: una volta iniziato il Mondiale, i tedeschi daranno il meglio di sé per ricordare agli avversari che loro sono, come recita la scritta dal lettering snello e squadrato impressa sotto il colletto della maglia da gioco, Die Nationalmannschaft. La Nazionale.

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